I mille volti del tango: un viaggio tra stili e sensibilità | Yunta de Oro
Yunta de Oro Tango Firenze

I mille volti del tango

Un viaggio tra Milonguero, Salón e Nuevo, e la domanda che ogni tanghero si fa prima o poi.

Di Vittorio Firenze Sud · Osmannoro

Qualche settimana fa, a fine lezione, una delle mie allieve mi ha fermato con una domanda che mi sento fare spesso.

«Ma noi, che tango balliamo, esattamente?»

Ci ho pensato un attimo prima di risponderle, perché la domanda, in realtà, non ha una risposta breve.

Il tango non è una cosa sola. Non lo è mai stato.

È più simile a una lingua con tanti dialetti: nasce in un posto, si porta dietro la sua storia, e poi cambia forma ogni volta che attraversa un salone diverso, un'epoca diversa, una coppia diversa.

Ho provato a raccontarle tre di questi dialetti. Quelli che, insieme a Ilaria, insegniamo e balliamo ogni settimana nelle nostre due sedi. Li racconto anche a voi, con la stessa domanda che ho fatto a lei alla fine.

Il codice della pista

Tango Milonguero: il ritmo di chi non ha spazio da perdere

Pensate a una milonga vera di Buenos Aires, in un salone piccolo, pieno, dove ogni centimetro di pista è conteso. È lì che nasce il Milonguero.

Non c'è tempo per i grandi gesti. Il ritmo è veloce, spesso sincopato, e ti chiede di rispondere alla musica quasi prima di averla pensata.

L'abbraccio si stringe e resta stretto: è il modo più diretto che conosco per dire all'altro «ci sono, sento quello che senti anche tu».

I passi restano bassi, vicini al pavimento. Traspié, piccoli cambi di peso, figure semplici ma cucite bene tra loro, perché in uno spazio così stretto la fantasia deve fare i conti con il buon senso.

È un tango di improvvisazione pura. Nessuna sequenza preparata regge, se non sai ascoltare in tempo reale sia la musica che la persona che hai tra le braccia.

Tango Milonguero, in pista
La tradizione

Tango Salón: l'eleganza che rispetta la pista

Se il Milonguero è urgenza, il Salón è respiro.

Nasce nei grandi saloni da ballo, quelli con lo spazio per allungare il passo, e porta con sé un'idea di eleganza che è anche un'idea di rispetto: per la musica, per il partner, e per la ronda, quella circolazione ordinata che tiene insieme la pista senza che nessuno urti nessuno.

L'abbraccio, qui, respira. Si stringe e si apre a seconda del momento, lasciando spazio a ocho, giros, sacadas, qualche gancho, sempre eseguiti con quella precisione che sembra facile solo perché chi la fa bene ha smesso da tempo di pensarci.

Pugliese diceva che il tango va suonato, e ballato, come si respira: con calma, e con la certezza che il tempo tornerà.

Nel Salón, quella calma si sente in ogni passo.

Tango Salón, l'eleganza classica
La ricerca

Tango Nuevo: quando il tango si mette in discussione

Poi c'è chi, a un certo punto, ha guardato tutto questo e si è chiesto: e se provassimo ad aprire ancora di più?

È nato così, verso la fine del secolo scorso, il Tango Nuevo. Le radici restano quelle di sempre, ma la musica si contamina con sonorità nuove, a volte elettroniche, e il movimento va a cercare territori che il tango tradizionale non aveva ancora esplorato.

L'abbraccio si apre parecchio, per lasciare spazio a volcadas, colgadas, sbilanciamenti giocati, momenti di sospensione che rompono apposta la linearità del passo.

Non è un tango più difficile degli altri. È un tango che si pone più domande. E chi lo balla, di solito, è qualcuno a cui piace non avere ancora tutte le risposte.

Tango Nuevo, la ricerca continua

Tre modi diversi di abbracciare la stessa musica.

In tanti anni di insegnamento, con Ilaria, abbiamo imparato una cosa: nessuno di questi stili è «il vero tango». Lo sono tutti, insieme, ognuno con qualcosa da insegnarti che gli altri non possono.

Il Milonguero ti insegna l'urgenza. Il Salón ti insegna il rispetto. Il Nuevo ti insegna a fare domande.

Forse è per questo che, dopo tanti anni sulla pista, non mi sono ancora stancato: ogni volta che penso di aver capito il tango, il tango cambia forma un'altra volta.

E voi, quale dialetto avete già iniziato a parlare?

Un abbraccio Tanghero, Vittorio
Vittorio
Chi scrive

Vittorio

Insieme a Ilaria, sono fondatore e insegnante di Yunta de Oro Tango Firenze. Ci siamo conosciuti nel 2015, e da allora insegniamo e balliamo insieme, tra le sedi di Firenze Sud e Osmannoro.

Nel nostro lavoro la musicalità e la cura dell'abbraccio non sono due cose separate: sono la stessa ricerca, portata avanti ogni giorno insieme ai nostri allievi.