Riconoscere le orchestre con Raimondo Balboni

FRESEDO: L’eleganza degli archi

Si consiglia l’ascolto in cuffia degli esempi al fine di apprezzarli al meglio!

In questa nota ci accingiamo all’ascolto ed all’analisi delle incisioni dell’Orchestra di Osvaldo Fresedo, un personaggio fondamentale nel panorama del tango: ha debuttato suonando in pubblico nel 1912 all’età di 15 anni assieme al fratello, per poi passare a suonare con Aroztegui (autore tra l’altro di Champagne tango, El Cachafaz ed altri) e poi dirige il quartetto Cuarteto de Maestros, in cui suonavano nientemeno che Enrique Delfino, Tito Roccatagliata, Agesilao Ferrazzano, Manlio Francia e Julio De Caro, tutte figure di primissimo piano nella storia del tango, e lui era direttore!

Nel 1914 compone “El Espiante”, primo di molti successi; ha registrato in sala d’incisione per oltre sessant’anni, dal 1917 fino al luglio 1980, insomma un grande professionista ed un gigante del tango.

Durante tutto questo tempo il Maestro si è distinto per uno stile raffinato e semplice allo stesso tempo, con un occhio ai ballerini ed un orecchio alla musica internazionale (vedremo più avanti cosa intendo) ed alla qualità e completezza del suono; tali caratteristiche da lui implementate e sviluppate durante tutta la sua carriera ne fanno un caposcuola di stile.

Fondamentalmente quando suona in milonga riconosciamo che si tratta di Fresedo dall’ampio utilizzo degli archi nell’esposizione della melodia ed anche come elemento ritmico, ma andiamo con ordine.

IL TEMPO

Come sempre la prima cosa che facciamo quando ci accingiamo all’ascolto è notare il tempo di esecuzione.

In questo caso siamo tranquillissimi: L’orchestra di Fresedo suona a velocità moderata con tempo fisso, pochissimi rallentati, quelli inevitabili, forse. Da far quasi invidia ad un metronomo; ciò non è né male né bene, si tratta soltanto di una caratteristica. Guarda caso il successo strepitoso di pubblico ottenuto da quest’orchestra nelle sale da ballo sin dagli inizi è sicuramente in relazione a questa caratteristica, che crea un ambiente musicale in cui il ballerino può muoversi con sicurezza.

LA MARCATURA (Accentuazione)

L’orchestra Fresedo marca normalmente in quattro, con leggera accentuazione del primo e terzo movimento; da notare che nello stile di Fresedo lo strumento deputato all’accentuazione ritmica è il contrabbasso, mentre il piano rimane abbastanza libero dall’incombenza. Due dei musicisti influenzati da Fresedo, ovvero Calò e Di Sarli, invece fanno normalmente sostenere l’accentuazione del brano anche dalla mano sinistra del pianoforte.

L’esempio seguente “Angustia” illustra molto chiaramente le caratteristiche di tempo e marcatura in quattro.

Angustia

SINCOPE

L’orchestra utilizza questa cellula ritmica fondamentale del tango, naturalmente, ma con una certa parsimonia e praticamente sempre nella versione cosiddetta “a terra” e senza anticipazioni del piano (cosa piuttosto comune in altre orchestre) come negli esempi che seguono:

Mariposita (più sincopi seguite da marca in 4)

Camino (più sincopi seguite da marca in 4)

In pratica non si trovano altre strutture ritmiche viste in note d’ascolto precedenti: 3-3-2, sincopi anticipate, um-pa um-pa…

La stabilità risultante ripeto ancora una volta offre ai ballerini uno svolgimento chiaro e prevedibile dei brani cosi che essi si sentano completamente a proprio agio durante il ballo.

Possiamo dire che due elementi sono fondamentali nello stile di Fresedo: gli archi ed il ruolo del piano; vediamoli assieme di seguito.

LA MELODIA

L’esposizione della melodia, sia in modalità ritmica che cantata è affidata quasi interamente agli archi.

Per inciso Fresedo sembra sia stato il primo ad utilizzare nella sua orchestra la “cuerdas completas” ovvero una sezione d’archi composta da violini, viole, violoncello e contrabbasso; ciò denota naturalmente un forte interesse per i temi di tessitura strumentale durante l’esecuzione.

Riscontriamo quindi, all’ascolto dei brani di Fresedo, introduzioni lunghissime (1’30”!!) degli archi come in Sueño Azul.

Spessissimo l’esposizione melodica degli archi mostra forti alternanze tra esecuzione ritmica e melodica come ad esempio in “Si el corazon supiera”

o come in “Nieblas del Riachuelo”

Un aspetto molto particolare in quest’orchestra è che l’esposizione della melodia viene normalmente effettuata senza alcun tipo di “fraseo”, ovvero fraseggio. Non è facile spiegare in cosa consista il “fraseo” senza scrivere quattro note su un pentagramma, quindi mi affido a due esempi: usiamo un unico brano, “Mariposita”.

Penso risulti evidente che Fresedo esegue le note tutte della stessa durata secondo un pattern ritmico che provo a scrivere così: “tàtta tàtta tàtta tàtta tàtta tàtta tàtta tàtta tàtta….” eccetera come una cantilena.

El Arranque invece, interpretando lo stesso brano, varia la durata di alcune note rispetto ad altre suona più “taaa tata tàtta tata taaa ta taa ta taa ta”.

Mariposita (Ariel Ardit-El Arranque)

Il “fraseo” del cantante dona quindi maggiore espressività alla melodia. Però la “cantilena” di Fresedo è bella e funziona benissimo!

Nel TUTTI la melodia – sempre senza fraseggio – è spessissimo eseguita prima in legato e poi ripetuta in staccato

Cuartito Azul

Telon

IL RUOLO DEL PIANOFORTE

In Fresedo è il piano è particolarmente presente nelle pause della melodia. Naturalmente questo accade un po’ in tutto il genere (vedi ad esempio le note su D’Arienzo e Di Sarli), ma in Fresedo questa presenza conferisce un certo movimento alla melodia che, come visto sopra, è quasi sempre esposta in maniera semplicissima, ed evita che questa semplicità diventi monotonia. Non è facile rimanere in forme semplici ed esprimere allo stesso tempo fascino e bellezza, solo quelli bravi ci riescono, e Fresedo era particolarmente bravo. Un esempio eclatante della presenza e ruolo del piano lo troviamo in “Sol” in cui si nota che a differenza degli archi il piano fraseggia.

Altro esempio dove senza il piano l’espressione generale risulterebbe piuttosto “noiosa” e pesante “Jamas retornaras”.

Una caratteristica particolare degli interventi di piano tra due frasi musicali è che spessissimo il piano suona un arpeggio o una semplice scala eseguita a terzine (vedi la voce nel glossario per approfondire)

Di seguito tre esempi: provate ad individuare le terzine in:

Pampero

Aromas

Barrio Porteño

Il pianoforte slegato da obblighi di sostegno ritmico è libero di spaziare e dar colore alla tessitura ed all’espressione orchestrale e contribuisce alla sonorità generale con un uso esteso del pedale di risonanza.

Più su accennavo all’ ”orecchio internazionale” di Fresedo: il piano libero è tipico dei gruppi jazz, in cui la ritmica è energicamente e chiaramente sostenuta da contrabbasso e percussioni, ed il ruolo del piano non solista è dar colore e commentare. Ricordiamo che Fresedo aveva viaggiato e lavorato in America del nord ed era comunque un musicista professionista nel mondo del tango, che è tradizionalmente stato un genere contiguo al jazz nei locali da ballo.

Quando l’orchestra passa al tutti il piano esegue un glissato, come in Corazon no le Digas a Nadie

oppure in Si Yo Pudiera Comprender

CONTRABBASSO

Il vero sostegno ritmico dell’orchestra assieme alla batteria, quando presente, che spesso suona in modo percussivo usando la tecnica della “strappata” (arco che percuote le corde in attacco del suono)nel nostro esempio proprio all’inizio del brano.

El Entrerriano

BATTERIA

Da un certo punto in poi presente nelle registrazioni, libera il piano da obblighi ritmici. Un esempio tra gli innumerevoli possibili:

Ayer

ARPA E VIBRAFONO

Il vibrafono, con le sue note di lunga durata, è utilizzato per contribuire alla tessitura generale con brevi interventi sonori d’abbellimento.

Te Llama mi Violin

L’arpa si inserisce spesso con commenti glissati, a volte lunghi come quelli del piano, altre brevi, come nell’esempio:

Telon

CANTANTE

Già, anche i cantanti erano parte del suono dell’orchestra e scelti per le loro caratteristiche vocali: tutti cantavano acuto, senza urlare, e con voce sottile e delicata. Non sono necessari esempi, direi.

CURIOSITA’

Fresedo ha sempre sperimentato le sonorità ottenibili coi vari strumenti, giungendo anche ad usare l’organo elettrico.

Manon

FINALI

I finali sono normalmente di tipo classico, chan chan, come abbiamo già visto assieme nella nota sui finali.

Grazie per essere arrivati fin qui, ci rivediamo presto coi Finali delle Orchestre, VOL 2

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Raimondo Balboni

Cantante, musicista e milonguero. Ho a che fare con la musica del Sudamerica da più di 40 anni, 35 circa col tango; frequento le milonghe dal 2000, ballo dal 2003 e musicalizzo stabilmente da ottobre 2016.
Curo maniacalmente ed in modo professionale la qualità del suono e tento di essere al servizio della pista come sempre dicono i miei maestri Jorge Dispari e Damiàn Boggio, e come sempre diceva Felix, che continua ad ispirarmi.
Selezioni di tango tradizionale ballabile, no tango nuevo.
Quando possibile uso uno schermo o lavagnetta per informare i ballerini riguardo le orchestre (ed i cantori) selezionati durante la serata.